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Sistema Espositivo - Forma
Gli studi sulla percezione visiva sono quelli più avanzati nell'ambito dei diversi organi di senso e hanno rivelato quattro stadi per il riconoscimento di un oggetto: si traccia prima il contorno, poi si procede all'individuazione della profondità, successivamente si prende coscienza della tridimensionalità dell'oggetto per poi attribuirgli un significato.
Di conseguenza, la prima domanda che ci si è posti ha riguardato la forma che l'elemento da esporre avrebbe dovuto assumere.
Sono state individuate tre esigenze fondamentali da soddisfare:
grande superficie visibile
è stata valutata come esigenza propria soprattutto dei progettisti la necessità di avere una superficie abbastanza grande da rendere possibile l'individuazione delle caratteristiche proprie dei vari materiali e le differenze che esistono tra essi; la lucentezza, la trasparenza, come le goffrature hanno bisogno di una superficie adatta per essere percepite.
variazione di spessore
per mostrare i diversi gradi di trasparenza e le differenze ottenute con i master coprenti a seconda delle variazioni di spessore nelle placchette.
difetti o ostacoli in fase di stampaggio
per il processo di stampaggio, e prima ancora nella scelta dei materiali, vanno valutate delle variabili che non sono da sottovalutare come la distribuzione del flusso in corrispondenza di un ostacolo all'interno dello stampo (per la creazione di un foro, una nervatura o uno scalino) e come tale riuscita viene influenzata dalla presenza di coloranti, cariche o dal grado di fluidità del materiale scelto.
I campioni sono di quattro tipologie differenti ma con dimensione costante:
10 x12 cm. Tale dimensione permette di vedere con chiarezza la resa dei trattamenti superficiali, l'opacità, i riflessi delle fonti luminose conseguenti alla lavorazione a specchio dello stampo, il grado di trasparenza che varia a seconda del tipo di colorazione e dello spessore. Inoltre si ha il vantaggio di poter cogliere le sensazioni tattili derivanti dal tipo di materiale: a seconda della composizione chimica i polimeri possono essere scivolosi, gommosi, rigidi, ruvidi, etc. Questo tipo di sensazioni sarebbero limitate o nulle se i campioni fossero di dimensioni ridotte.
Le differenze tra le placchette riguardano quindi non la forma ma lo spessore ed elementi quali la presenza di un foro, di uno scalino e di una nervatura;
le tipologie di placchette che si è deciso di realizzare sono quattro:
a. placchetta piana di spessore uniforme 2 mm
b. placchetta con foro di spessore uniforme 2 mm
c. placchetta con gradino con spessore da 1 a 3 mm
d. placchetta con nervatura e foro con spessore da 1 a 3 mm
A queste andranno poi abbinate le finiture superficiali per mostrare le diverse caratteristiche dei materiali. Sempre per l'ottimizzazione dei costi si è deciso di limitare il numero di tasselli da intercambiare in fase di stampaggio: ogni campione sarà stampato due volte per esporne entrambi i lati, che avranno caratteristiche differenti.

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