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TERMOFORMATURA
Con la termoformatura si ottengono prodotti anche finiti, di grande superficie, di media complessità geometrica, con spessori costanti variabili
tra 0,1 e 10 millimetri.
E' tipicamente utilizzata per lavorare materiali termoplastici amorfi o con basso grado di cristallinità.
Esistono diversi tipi di termoformatura ma tutti si basano su principi comuni: si parte da una lastra o da nastri di materiale preriscaldato (ad aria o ad infrarossi) che viene fatto aderire allo stampo e successivamente raffreddato (ad aria o ad acqua). Il semilavorato si trova sempre a contatto con due ambienti che si trovano a pressioni diverse, positive o negative.
I diversi tipi di termoformatura usata sono i seguenti:
- a stampo negativo o stampaggio a vuoto, nel quale si fa aderire il semilavorato allo stampo per mezzo della creazione del vuoto all'interno della cavità

- a stampo positivo, nel quale si fa aderire il semilavorato ad una forma convessa tramite la creazione del vuoto solo in opportuni punti dello stampo.

- a stampo positivo-negativo, nel quale si fa aderire il semilavorato ad una forma concava o convessa a seconda del piano della cornice premilastra tramite la creazione del vuoto in opportuni punti dello stampo.

- con presoffiatura, nella quale il semilavorato viene prima stirato biassialmente in senso negativo rispetto alla geometria voluta, tramite una pressione positiva che crea una sorta di bolla, e successivamente stampato tramite pressione negativa.

Per termoformatura vengono prodotti numerosi manufatti quali lucernari, elementi modulari per edilizia, container, cabine sanitarie, interni di elettrodomestici, elementi per autoveicoli e imbarcazioni, insegne luminose, imballaggi per alimenti, imballaggi per medicinali (blisters).
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