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IZOD
Si parla di sollecitazione all'urto quando la forza di carico agisce ad elevata velocità sul provino preso in esame. Per le materie plastiche le prove ad impatto più comuni sono le prove per flessione rapida: queste possono essere realizzate secondo i metodi Izod e Charpy . Entrambe le tipologie di prove vengono realizzate tramite un pendolo ad impatto: questo strumento è composto da un pendolo che va ad impattare sul provino opportunamente posizionato. In questo modo si ottiene il valore della resilienza (lavoro di rottura riferito all'unità di superficie), più semplicemente indicato con il termine resistenza all'urto. Nel caso specifico del metodo Charpy i provini vengono ottenuti per stampaggio ad iniezione o a compressione oppure per lavorazione meccanica da lastre o manufatti. Secondo molte normative esistenti, è possibile effettuare un intaglio nel provino, attraverso una successiva lavorazione meccanica. Come nella prova Izod, l'intalgio viene realizzato per agevolare la rottura fragile del provino.
Secondo la configurazione Izod il provino viene fissato in verticale con un estremo bloccato: viene rotto da un'oscillazione del pendolo, con la line d'urto ad una distanza prefissata dal punto di afferraggio del provino e dalla linea centrale dell'intaglio. Il pendolo colpisce la faccia opposta a quella contenente l'intaglio.
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