Materiali
Cartà d'identità
 
PC
PP
PC/ABS
PA
PMMA
TPU
PET
ABS
PBT/PET
PA/ABS
PPO/HIPS
ASA
PBT

 

 

CHARPY

Si parla di sollecitazione all'urto quando la forza di carico agisce ad elevata velocità sul provino preso in esame. Per le materie plastiche le prove ad impatto più comuni sono le prove per flessione rapida: queste possono essere realizzate secondo i metodi Izod e Charpy. Entrambe le tipologie di prove vengono realizzate tramite un pendolo ad impatto : questo strumento è composto da un pendolo che va ad impattare sul provino opportunamente posizionato. In questo modo si ottiene il valore della resilienza (lavoro di rottura riferito all'unità di superficie), più semplicemente indicato con il termine resistenza all'urto. Nel caso specifico del metodo Charpy i provini vengono ottenuti per stampaggio ad iniezione o a compressione oppure per lavorazione meccanica da lastre o manufatti. Secondo molte normative esistenti, è possibile effettuare un intaglio nel provino, attraverso una successiva lavorazione meccanica. Come nella prova Izod, l'intalgio viene realizzato per agevolare la rottura fragile del provino.

Secondo la configurazione Charpy il provino, supportato come trave orizzontale appoggiata agli estremi, viene rotto da una oscillazione del pendolo, con la linea d'urto nel mezzo tra i due supporti e, nel caso di provini intagliati, dalla parte opposta dell'intaglio.

 

  Caratteristiche principali
 
densità
modulo a trazione
allungamento a rottura
 
resistenza all'impatto:
metodo Charpy c.i.
metodo Charpy s.i.
metodo Izod c.i.
metodo Izod s.i.
temperatura di inflessione
resistenza alla fiamma
(UL 94)